Blog schifoso, Maronna Benedètta. Dedicato a: Filosofia, Insiemisitica e Lotta alla Criminalità. Ah, sì, anche al Metallo
il duo-Deno, come diceva Benito Collina
Il lato oscuro di sempremotosega
il poetoso poeta
insiemistica6crediti
Jim Morrison è vivo
kings of cardiologia
kings of cemento
kings of metal
kings of rock
l'alcoolico uomo borchia
l'allegria fatta blog
l'amante della trippa ma non solo
l'inconcludente incontinente
La curva sud del Vaticano
la francofona
la metallara che sogna Pavarotti
Quella che ama chi non pulisce il water!
quella che d'ora in poi chiameremo Spartaca Noriko
quella che da vicino non è normale
quella che risponde subito ai commenti
quello che è amico del borchioso uomo alcol
Quello che dal nome si direbbe che fa salto triplo
Stone Center s.r.l. - Porfidi
un alieno o un alienato che dir si voglia
una che vaneggia e candeggia
uno scrittore in erba
visitato da *loading* simpatici stronzi
Capitolo 8 - Un vecchio pelato, una guardia e una donna in giarrettiera
La mattina seguente mi risvegliai con una scoreggia del Brioscina, che dormiva nella stanza accanto… mica male come intestino. Si vantava continuamente per via di certe sue spremute di fibra o cose del genere. Aprii gli occhi e vidi la stanza girare a palla ed avevo una sensazione che definirei vomito imminente. Nella norma insomma.
Rimasi una buona mezz’ora a riflettere con gli occhi chiusi ed il respiro pesante sopra il letto… tutti pensieri da ubriacone, intendiamoci. Nello specifico pensavo alle parole di Milio della sera prima. Erano deliri etilici oppure quel viaggio in sud America era veramente quello che volevi dalla tua vita? Rimuginai su questo per due minuti, poi il resto del tempo lo occupai aspettando che si svegliassero gli altri e pensando alla sigla di Benny Hill ed al vecchietto che prendeva le bottarelle in testa. Ah ah ah.
Tra le mie risatine a mezza bocca sentii dal fianco del mio letto una voce profonda esclamare:
“Ma perché abbiamo bevuto così tanto? Porca troia, avevamo proprio sete!”
Mi metto a ridere e sporgendomi dal bordo del letto vidi Milio piegato su se stesso coi capelli arruffati e la faccia sconvolta. Lo osservai un attimo e quasi mi pisciai sotto dalle risate, perché credetemi, non c’è niente di più esilarante di un rocker coinvolto negli abissi di una crisi esistenziale che dorme dentro il pisolone del brioscina.
“Cazzo ridi, mona!” sbraitò Milio, “Fai qualcosa cazzo, non vedi che ho perso l’uso delle palpebre”.
“Beh” risposi “Direi che c’è pure gente che sta peggio…” e dicendolo indicai il Brioscina che appena fuori dalla porta della mia camera tentava di ribaltare un cactus gonfiabile con un scarica di peti.
“Cosa vuoi, ribaltarlo o fargli cambiare colore?” urlò Milio stizzito. Eh sì… si vedeva che Milio non era più abituato agli Happy Hour. Per quel che ci riguarda invece non ci faceva più nè caldo nè freddo. I nostri mercoledì sera passavano sempre così: tra caraffe di spriz e long drink a buon prezzo… e poi al Paradise. Inoltre non ci preoccupavamo più dei postumi, avendo elaborato il piano smorza sbronza.
Senza dire niente il Briosh prese un conetto per la segnalazione stradale che avevamo inculato qualche settimana prima da un cantiere, ed in mutande comincia ad urlare …iiiiiil piano smorza sbronzaaaaa…
Il piano smorza sbronza consisteva in:
1) Cagare, tanto ed abbondante.
2) Cagare ancora, anche se non ti scappa. Devi purgarti come una cozza.
3) Lavaggio denti con pasta dentifricia vagamente abrasiva alla clorofilla.
4) Prendere una pasticca di enervit di quelle da sciogliere in acqua, ma senz’acqua, succhiandola.
5) Doccia super fredda, alternata a doccia super calda.
6) Ettolitri di camomilla, oppure infuso di limoni miracoloso della nonna del Brioscina, chiamato El Canarin.
7) … il sette… il sette … ah si, non parlare mai de il piano smorza sbronza.
Geniale!
Il fatto è che ti ripigliava completamente. Io ho sempre pensato che fosse l’Enervit o la clorofilla del dentifricio. Il Brioscina invece ha sempre creduto che fosse il punto 7, ma solo perché gli è piaciuto molto Fight Club.
Un ora più tardi il Milio era più in forma di prima, ed infilandosi la giacca per uscire dal portone dell’appartamento ci guardò e disse: “Ragazzacci! Questa sera, alle 6:30 al Bar del Vacca. Puntuali, o perdete il treno per il paradiso!”.
Io puntai gli indici verso di lui ed annuii compiaciuto, avendo colto il riferimento a lla sua nota canzone Dirty Train for Mayo. “Che figata” pensai, “… a questo punto ci siamo!”.
Il brioscina non doveva aver aferrato infatti mi disse nell’orecchio “Cazzzoo, non ho fatto il biglietto! E ho barattato la carta verde con delle banane flambè l’altra sera. Vacca bestia lo sapevo che mi sarebbe servita di nuovo”.
Milio scosse la testa, fece per uscire e mi disse “Ah, Newman, vedi nella busta che ti ho lasciato sopra il tavolo della cucina.”
“Eh, si” risposi, ”ma il brioscina me l’ha fregata prima, ti ricordi? Quando stavamo giocando a bistecche”.
“Si, ricordo, infatti era falsa, ci ho scritto STUPIDO CHI LEGGE, la tua è sopra il mobiletto con l’adesivo del Bacardi. Leggila e fai tutto quello che ti ho scritto”.
Così dicendo si affretta a scendere le scale fischiettando la sigla di Benny Hill.
De, hi, hi, hi… Benny Hill… pa pa pa pa paaaa paaa papapapa.
La lettera di Milio era scritta a mano, frettolosamente, probabilmente l’aveva scritta il giorno prima mentre io ed il brioscina preparavamo la colazione. Era la tipica lettera scritta con il pugno sincero di un ubriaco. Dico questo perché scriveva il verbo avere senza l’H. E anche perché si era firmato con una X.
La lettera iniziava con:
Caro Uomocoibaffi,
ieri sera mi ai esposto il tuo problema anoso, nel senso che ti stà sul culo, riguardante il fatto che vorresti rombarti quella bella passerina di Sheela. Bene, non preoccuparti. Io ti dirò un paio di cose che non possono fallire.
Ad una cagnetta come quella gli piacciono le cose tipo…che la prendi da parte e le dici delle cose come “siamo affini… mi piace che posso dire quello che voglio con te … sei la cosa più bella in quest’impianto dopo il fango solfureo…e ho detto cosa non perché ti considero una cosa …” insomma le solite boiate. Con questo non credo di insegnarti nulla, già le sapevi queste cose, anche perché ho visto che hai una copia del manuale delle giovani marmotte, e anch’io ho letto la queste cose. Ma il segreto e come dici le cose…è il tuo stile. Come mi disse Riky Nelson ad Atlanta nel ’89 “… fa si che una donna ti dica ‘mi piace il tuo stile’ e sarà tua!”. Riky non si è mai sbagliato! Quindi mentre le parli e la guardi negli occhi immagina di tenere per le palle un toro …
Pensando alle parole scritte dal Milio restavo appoggiato al frigo, nella cucina in cui persisteva un piacevole aroma di caffè. “Tenere per le palle un toro” continuavo a sussurrare.
“Deh, non sarai mica uno di quei feticisti degli animali!” Mi disse il Brioscina tentando di infilarsi una scarpa senza usare le mani.
Non gli risposi nemmeno e mi buttai a leggere la lista del Milio:
1) Vestiti come dio comanda, con un tocco di attualità… ad esempio Jeans stacciati e giacca leggera…a una fighetta come la Sheela dovrebbe piacere.
2) Mettiti il dopobarba che ti ho lasciato in cesso…contiene mescalina, se ti lecca il collo è fatta…
3) Niente infaradito, cazzo, comprati un paio di scarpe.
4) Parla con un accento vagamente romanaccio, come Claudio Amendola.
5) Hai presente Sean Penn? Cazzo Newmann, devi essere Sean Penn!
“Seeeeee, Sean Penn! Siiii”. Solo dopo la prima lettura mi sentivo un dio greco, senza orge omosessuali però.
Il Brioscina mi guardo e disse “Sai? Credo che in italiano si traduca con Sean Pene. Gran brutta faccenda!”
“E perché traduci solo Penn e non Sean?”
“Che cazzo, perché è un termine intraducibile … come puzzle”.
“No, è un nome… avrà pure una traduzione… prendi ad esempio Michele Gecsone”.
“Boo, non sono mai stato forte in inglese” e se ne uscì dalla porta pensieroso, sussurrando con la testa incassata tra le spalle una cosa tipo “Scionno, Sonno, … mah!”.
A quel punto mi resi pure conto di essere in ritardo, così mi infilai le infradito, indossai la maglietta su cui spiccava “Fiascano Terme - Zolfo Master”, allacciai i pantaloni e lessi l’ultima riga della lettera:
Alle Nove ti aspetta da Graziano’s… ho organizzato tutto io. Falla tua, bandito! X.
Capitolo 6 - Ultimo tango nel fango Durante tutta la prima settimana capii che non potevo avere un compagno di lavoro migliore di brioscina. Sempre disponibile, sempre amichevole e sorridente. Beh, a parte all’ora della della colazione. Comunque mi piaceva il suo stile. Non mi faceva pesare i miei piccoli errori di esperienza, tipo toccarmi il pacco davanti alle vecchie con la mano sbagliata, oppure riscaldare il fango al punto di fusione del bronzo e poi immergci il signor Carletti, il 75enne con l’artrosi che assomigliava a Matloch. Oppure quando ho scambiato il signor Carletti con il signor Matloch. Beh, insomma lavoravavamo davvero duro, ma ce la spassavamo di brutto. Facevamo cazzate da liceo tutto il giorno in più avevamo sempre delle discussioni intellettualmente stimolanti, come quella volta che ci siamo scannati per decidere se era più forte Braccio di Ferro o El Durango e poi ci siamo resi conto che el Durango non esisteva e ce lo eravamo inventato. Oppure quella volta in cui preparando un bagno di argilla per la signora Vanghetti, se ne uscì con: “Sai una cosa Newmann?” “No” “Avrei voglia di fare un viaggio” “Un viaggio? E dove vorresti andare?” “Bah, non saprei, vorrei fare uno di quei viaggi affrontati con scarse risorse e pieni di imprevisti che poi li racconti al Bar e tutti ti dicono cose tipo… wow che figata”. “Come quando racconti che ti sei trombato due russe assieme?” “No, cioè si, tutti ti dicono che figata, ma nel senso della figata intesa come abbuffata di organo sessuale femminile… è diverso!” “Si, cazzo è diverso. Come cosa allora?” “Mah, tipo come un viaggio nella terra del fuoco per poi risalire le Ande e poi arrivare in Venezuela, che so” “Bello bello, ma come ci vorresti andare. Con la slitta e i cani? E poi fa freddo la nel Circo Polare Artico”. “Si, è vero. Meglio stare qua. Ma poi facciamo a gara di mangiare il tonno in scatola con le mani nude” esclamò alzando le mani piene di paltano. “Seeeeeeee” e mangiammo tonno fino alle 7 di sera. Le giornate passavano leggere e veloci. Entra al lavoro; cazzate col brioscina; flirtare con la Sheela e così fino a sera, quando magari si usciva oppure si costruivano i ponti col meccano o si riguardavano allo sfinimento le cassette di frutta che avevi sistemato nel monolocale che dividevamo io ed il broscia ammazzandoci dalle risate. Ed alla sera mi addormentavo felice, con la testa libera dai pensieri cattivi. A malapena mi veniva in mente chi fosse Donna, anche se non potevo mentire a me stesso ed ogni tanto pensavo al fatto di aver mollato tutto così. Chissà cosa dicevano in paese, cosa diceva mia suocera, i miei colleghi, quella cozzaglia di rottami ammassati fuori da quella che era casa tua… poi mi resi conto che le cozzaglie di rottami non pensano e mi rimisi a giocare a Il Pirata Poppò con il brioscina ed a pensare alle chiappette della Sheela. Capitolo 7 - Bambola fatta tutta di sentimenti e mandorle Era un giorno come un altro quello in cui arrivò all’impianto un uomo circa della mia età, ma con i capelli lunghi, la faccia stanca e sfatta ed i modi di uno che di merda, beh, ne ha mangiata la sua bella quantità. Non parlava molto, neanche con il brioscina, che strappava sempre un sorriso a tutti. Sempre serio, pensieroso, si trascinava dalla palestra alla sauna, faceva una buona quantità di vasche a stile libero e passava il resto del tempo a fasi fare massaggi dal vecchio Zoran, oppure, quando gli andava meglio, dalla bella Corinne, la francesina. Era il tipo che ti ispirava cazzutagine da tutti i pori. Avrei sempre voluto avere un amico del genere, uno con cui entri in un locale senza dire una parola al buttafuori, non come col brioscina che ci davano soldi se evitavamo di fare la fila addirittura. Effettivamente, la mia situazione, ad esempio con Sheela era abbastanza stantia… lei mi considerava un simpatico idiota. Se ci fermassimo alla prima parte tutto ok, ma è la seconda parte che non va bene. Come Rambo 2. A dire il vero mi ero reso conto che forse la mia amicizia col briosh non era produttiva agli scopi riproduttivi. Non so perché ma organizzare la gara delle sbandate col culo nudo sul pavimento della hall davanti al banco della reception non mi aveva messo in buona luce con Donna Fingerthunder, la receptionist. Così come non credo che il brioscina mi abbia aiutato chiedendo a Sheela di fare da arbitro alla nostra gara di chi emette più fuoco incendiandosi. Quel tizio invece sembrava essere uno che sa il fatto suo con l’altro sesso… sembrava uno in grado di sedurre una donna anche solo chiedendole un filtro per l’essicatoio. Così, un giorno, in ascensore con una pila di asciugamani bianchi con la scritta fuxia “asciugamani porosi a base di pietra pomice”, me lo ritrovai di fronte. Era il momento buono per attaccare bottone col misterioso individuo! Pensai a una serie di possibili frasi per rompere il ghiaccio: 1- “Ehi, che bella conformazione della scapola, che hai!” 2- “Ho sentito dire che anche a te piacciono i boxer bianchi con la scritta Zolfo Is the Way for Pleasure a caratteri cubitali fucsia” 3- “Ciao, ascolti mica gli Omo Sapiens? Hai per caso il loro ultimo lavoro? Me lo masterizzi? Ti do i soldi, eh?” 4- “Che puzza qua dentro!” 5- “Eh, la Madonna…! Ma che peli c’hai su i bracci?” Optai per un più semplice “Ciao! Vuoi una Morositas?” Il tipo sbottò in una risata stanca ma eloquente. E disse “Non mangio una Morositas da quando abbiamo fatto da spalla agli A-Ha nell’86”. Gli risposi: “Eh?” “Quelli di Take oooonn meeeee take meeee onnnnnn” “Eeeeeh. No.” “Ah, lascia perdere.” “Uhe, ma ehm, cioè, ma tu… Sei mica uno, mi sembra di avere capito… Sei un musicista? O uno, che so, di quelli che prima dei concerti fa cose, cioè, tipo di intrattenimento tipo tosare le pecore, intagliare il legno….?” “Mai intagliato un legno in vita mia. Io ero un musicista. Sto cercando di capire se lo sono ancora” “Ma dai? Ma sai che adesso che me lo dici assomigli un casino al cantante dei Teschioni? Io da piccolo ero un loro fans” “Ah! Direi proprio di sì, amico… Sei un rockettaro? Allora conosci sicuramente questa…” e attaccò a cantare con i pugni chiusi, con una voce roca e nasale che da tempo ormai non sentivo più riecheggiare in un ascensore: Bambola fatta tutta di sentimenti e mandorle Mandi i miei sentimenti in crash Come fossero canederli con lo speck Mi alzo un giorno e mangio dello strudel E mi ci trovo murato come Luca Budel Amore non piangere più sto tornando Appena lo strudel si raffredda al caldo del mio sound YEAAAAAAAAAAAAAAAAAAH Murati dentro lo strudel Murati dentro di noi Murati dentro lo strudel Murati come il Joy Era “Murati nello strudel!” La mia canzone preferita di Milio Montagnetta e i Teschioni! Quant’era tenace e violento in quell’interpretazione! E adesso era lì, davanti a me, e non veniva più riconosciuto da nessuno. Mille domande mi balenarono in testa, e come sempre, quando non so che cosa dire, cominciai a dire delle cose: “Ma tu sei veramente Milio Montagnetta?” E lui: “Tu lo dici” “Biblico”, pensai: “Miii.. Mitico… ma tu sei Milio, sei nato nel ’66 a Vernazza, il tuo hobby è pulire i tonni e unire i puntini della Settimana Enigmistica e…” Mi interruppe: “Ehi, calmo amico, che ne dici di parlarne davanti a un bianco con l’Aperol?” sai, pensavamo proprio al bianco con l’Aperol quando scrivemmo Petardoni Ungheresi. Solo allora mi resi conto avevamo fatto 7 volte su e giù per il palazzo monopolizzando l’ascensore con i coniugi Gambino e la vedova Mariutti che aspettavano porconando. Ci demmo appuntamento alle otto e mezza puntuali al bar, però lo sapevamo già che tra una cazzata e l’altra c’era il Brioscina che passava in bagno un eternità. Così alle nove finito di cantare Sciallallà ci incontrammo. E passai una delle serate più divertenti della mia vita, con lui che mi raccontava di quando si trombava tutte le Tube di Fallocchio e anche Shakira. Finalmente potè risolvermi anche il dubbio di chi fosse Joy citato nella canzone Murati nello Strudel. In 4 ore passate insieme io, lui e il Brioscina, capimmo di essere personalità affini. Eravamo come l’A-Team: io ero Sberla, Milio era Hannibal e il Brioscina era P.E. Baracus. Cazzo, mancava Murdok, avremmo dovuto passare in manicomio a recuperare uno squilibrato che sapesse guidare gli elicotteri. Questo, dopo aver ingurgitato 6 Tequila Sunrise +. Dopo 12 Tequila Sunrise, Milio sbottò con una frase che ricorderò per tutta la vita. Era circa così: “Ragazzi, fa caldo. I pantaloni di pelle mi stringono sul cavallo. Ragazzi, la settimana prossima io scappo in Sudamerica, lontano da tutti e in pace col mondo. Proverò a rifarmi una vita col gioco d’azzardo. Che ne dite di unirvi a me, ragazzi?” Noin sapevo che cazzo fare. Il brioscina neanche, visto che stava dando testate a un muro cantatndo “Diiiglielo, diiiglielo”. Ero combattuto. Avevo già lasciato tutto una volta, non sapevo se ce l’avessi fatta ancora ad abbandonare i miei affetti, il mio lavoro, le mie amicizie. E glielo dissi. “Ma io devo ancora pomparmi la Sheela…” sbottai “E che problema c’è?” disse. E tenendomi per un braccio e avvicandosi a me, sussurrò “credo che a questo rimedierai in fretta” e mi fece il segno della pistola, strizzandomi l’occhio. Allorchè gli chiesi “ma perché mi stai facendo l’occhiolino?” “Ah, scusa Uomocoibaffi, stavo immaginandomi di fartelo”.
Hei hei hei! Oggi volevamo parlare di cinema, ma poi abbiamo pensato di no, e volevamo parlare dei frutti dell'inverno, poi El Barroso ce l'ha proibito ed allora concordi con Gino Zacherman abbiamo deciso di parlare di braciole. Parliamo quindi di Cinema:
I 20 film più belli della storia del Cinema (scriviamo anche gli interpreti principali come fanno su Repubblica):
1- Ricky e Barabba (R. Pozzetto e C. De Sica)
2- Il petomane (U. Tognazzi)
3- I pompieri (L. Banfi, P. Villaggio, C. De Sica, R. Tognazzi, M. Boldi, A. Roncato, G Sammarchi)
4- Scuola di ladri (M. Boldi, P. Villaggio, L. Benfi)
5- Lo chiamavano Bulldozer (B. Spencer)
6- Fusi di testa (M. Myers, D. Carvey)
7- Senza filtro (Articolo 31)
8- Il silenzio dei prosciutti (E. Greggio, M. Brooks)
9- Occhio alla perestrojka (J. Calà, M. Boldi, E. Greggio, C. Clery)
10- Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (quello degli Umpa Lumpa, v. foto)

11- Serafino (A. Celentano)
12 - Chicken Park (J. Calà, D. Hampton)
13- Rimini Rimini - Un anno dopo (G. D'Angelo, R. Montagnani, G. Moschin, G. Proietti)
14- Over the Top (S. Stallone)
15- Grand Hotel Excelsior (A. Celentano, D. Abatantuono, E. Montesano, C. Verdone...)
16- Sposerò Simon Lebon (una ragazza che voleva sposare Simon Lebon, tale Barbara Blanc)
17- Jolly Blue (la sala giochi) (Max Pezzali, Cisco, M. Repetto, A. Merz)
18- Il ragazzo di campagna (R. Pozzetto)
19- Lui è peggio di me (A. Celentano, R. Pozzetto)
20- Zorro contro Maciste (con Zorro e Maciste)
E adesso, lasciamo la parola alla nostra piccola, dolce amica Kitty:
Il diario segreto di Kitty '89
Caro Diario,
sono innamorata! Certo, del mio pucci pucci pissi pissi tenero miao miao bau Morgan... Aaahhh! Mi sembra di camminare scalza su una nuvola di lana di vetro. Oggi mi ha detto che mi ama.. Sì, cioè, voglio dire, non ha detto proprio kosì, ha detto "D-d-de-de deevo farmi il tatuaggio dell'aquu aquu aaaquila con il sangue into-to-torno", ma lo so che è xkè è timido e non sa come trovare le parole adatte per dirmelo. Oggi a scuola la Cindy mi ha detto che il Barracuda è una posizione del Camasutra, oltre che un amico del Morgan. Siccome però non so cucinare, non le ho detto niente. Minkia, spero di nn avere fatto una figura di merda. Quanto mi sta sui coglioni la Cindy, forse è gelosa perchè sono più popolare di lei. Ieri gli amici del Morgan, Barracuda e Er Negro, mi hanno cantato "EEEhhh la Kitty... che fa pompini col culo". Sono davvero fighi. Domani però devo chiedere alla Cate cosa sono i pompini. Baci baci
xxx Kitty'89
e in esclusiva per voi:
Il diario segreto del Morgan:
Caro Spartacus,
oggi ti scrivo perchè sono veramente incazzoso. Quella troia della Kitti mi spacca le palle continuamente, prima ero al parco con Barracuda e Er Negro che giocavamo a scagliare i gatti giù per un burrone che mi ha telefonato e mi ha scassato i coglioni davanti a tutti. Allora ho messo il vivavoce e ci siamo messi a scoreggiarci dentro. Ora il mio cellulare sa di cavolfiore, porca troia. E leri era convinta che fosse passato il treno, che cazzo è, scema? Ho come il presentimento che i miei amici la prendano per il culo perchè dicono che è un po' indietro, ma almeno così non mi prendono in giro me e la mia balbuzienza. Alla fine è per questo che sto con lei. Domani le insegno a passarmi le chiavi nuove della Usag che ho comprato per elaborare il motocoltivatore.
Metallo pesante giù per la schiena dei froci e dei comunisti
Morgan
Il post di oggi è una scommessa con noi stessi: quante più cazzate riusciamo a scrivere in 5 minuti di orologio, 5. Vai:
10 cose di destra:
i calzini blu lunghi
portare gli occhiali da sole di inverno
il woolrich
lo spriz
il portatile
le tette delle donne
la bresaola
le castagnate
usare i nomi abbreviati
scuotere i toner
10 cose di sinistra:
bere molto vino bianco
ascoltare Gigi Sabani
scrivere sui muri dei cessi
il panino con la mortadella
il culo delle donne
le scarpe marroni
le pannocchiate
portare la sciarpa negli ambienti chiusi
prendere per il culo quelli che guardano i realiti sciou
bullarsi del fatto che il cellulare non ti è necessario
cazzo tempo scadut
Capitolo 5 - A-O-A-O ooocchi di gaaatto
Non dimenticherò mai il giorno in cui ho cominciato la mia carriera da addetto termale. Dovevo presentarmi alle 8:30 esatte all’impianto, dove doveva essermi consegnato il materiale d’ordinanza necessario allo svolgimento del mio incarico.
“Per non fare tardi forse ho cannato da dio…” canticchiavo mentre attendevo l’apertura dello stabilimento termale alle 6:48. Una volta arrivate le 8:30 avevo già canticchiato per intero Nord Sud Ovest Est e La donna il sogno e il grande incubo. Arrivato alla traccia Cowboy dell’album Sei Come La Mia Moto venni interrotto da una ragazza abbronzantissima con i capelli chiari ed una frangetta tipicamente da velina. Non riuscii a finire la frase “siamo sporchi cattivi e con la barba di un mese” che lei sorridendo mi disse “Salve! Tu sei quello nuovo vero?”.
“…Oh, si, certo, sono stato assunto ieri”.
“Me ne hanno parlato, devo consegnarti l’attrezzatura.” ed armeggiando con un mazzo di chiavi aggiunse “Sono felice di incontrare persone che hanno i miei stessi interessi… cioè, credevo di essere una delle poche persone che si occupa di questo solo per un’innata passione per le acque termali ed i fanghi solfurei!”.
“Sai, lo pensavo anch’io, ma qui ho già conosciuto gente come il brioscina che con la palta ci deve davvero saper fare!” Esclamai tutto eccitato.
“Naaaa…” disse lei scuotendo la testa e strizzando i begli occhi castani “Il brioscina lo fa solo perché qui si cucca parecchio… solo che poi non riesce mai ad inzuppare…” aggiunse sghignazzando.
Mi feci serioso e aggiunsi “Beh, si, già… so del suo grave problema di proporzioni” lo dissi sillabando la parola proporzioni aggrottando le sopracciglia.
Lei non aggiunse niente.
Io neppure, ma notai di aver creato una chiara situazione imbarazzante.
Se ci fosse stata Mia Wallace avrebbe detto “Che botta… dico, che botta cazzo!”.
“Entra e fai attenzione all’attaccapanni a forma di Lino Banfi”
Entrai e non riuscii a fare a meno di battere sulla capoccia di Lino esclamando “… e che chezzo!!!”
“Ti avevo detto di stare attento… quel coso è magnetico!”
Dio com’era bella quando diceva la parola magnetico, avrei voluto più di tutto tre cose in quel momento:
1) Essere Magneto degli X-Man.
2) Essere alla fiera delle calamite.
3) Avere una copia de L’Allenatore Nel Pallone in DVD.
“Oh, che sciocca, non ci siamo ancora presentati; mi chiamo Sheela, sai come quella di occhi di gatto” esclamò porgendomi la mano.
“Io mi chiamo Uomocoibaffi, come Newmann di Baywach.” Risposi stringendo la sua mano delicatissima e sbilanciandomi per baciarla tre volte sulla guancia. Solo che lei non lo aveva fatto, e questo mi metteva in una posizione scomoda ed imbarazzante… come Bruce Williss nella scena di Die Hard in cui indossa un cartello con scritto Io Odio I Negracci in un quartiere malfamato ed infestato da gang di colore. Lo sanno tutti che i malviventi di colore odiano il Negroni, c’era bisogno di rinfacciarlo?
Comunque lei trovò la situazione divertente, e ridacchiando mi disse “Credo che tu sia un po’troppo nervoso! Ma sembri davvero un ragazzo simpatico Newmann!”.
Mi resi conto di due cose: 1) che finalmente avevo un soprannome meno umiliante di Pappo,ovvero Newmann. 2) che con questa Sheela buttava bene. Mi faceva sentire un ragazzino di 14 anni… infatti avevo una gran voglia di chiudermi in bagno. Indubbiamente la trovavo carina… e lei sapeva bene di esserlo e sapeva che io lo sapevo. Secondo me sono un gran gruppo gli Omo Sapiens.
“Allora Newmann, il tuo equipaggiamento consiste di:” disse appoggiano un grosso scatolone sul banco della saletta in cui eravamo appena entrati “un paio di boxer bianchi con la scritta Zolfo Is the Way for Pleasure a caratteri cubitali fucsia, un paio di infradito fucsia, degli scaldamuscoli fucsia, degli occhiali da sole neri, ma con la marca scritta in fucsia, degli asciugamani bianchi, un telefono cellulare, un microfono auricolare tipo Star Trek, una scatola piena di creme, emollienti, stuzzicanti, guanti di plastica ed, in fine questo” agitando due volumi “il manuale del fanghista e Mi Zolfo es Tu Zolfo, ma credo che tu li abbia gia letti, vero?”
Certo che li avevo già letti, sapevo a memoria quei libri, li avevo già riletti 6 volte ciascuno quando friggevo briustel da ragazzo, quindi esclamai “Vacca bestia se li conosco!”.
“Bene Newmann, allora hai tutto, accomodati nello spogliatoio ed aspetta il brioscina. Lui ti guiderà per questi giorni e ti insegnerà un bel po’di cose. Stagli appiccicato! Ci vediamo.”
“Si ci vediamo Sheela.” Esclamai, e mentre la vedevo sfilare pensavo a come mai tra i puffi non solo c’era solo una femmina, ma c’era pure un puffo busone.
Indossai gli slippini in dotazione… poi mi misi davanti allo specchio, mi sistemai il pacco ed esclamai: “…dotazione eh?”. Proprio in quel mentre entra il brioscina che, puntandomi un crafen mi strizza l’occhio e dice “… dotazione eh? La dotazione è una fissa!” e scoppiammo entrambi in una risata fragorosa. Eravamo delle menti affini io ed il brioscina. Gran tipo il brioscina!
Nuova rubrica sfiziosa sfiziosa di quelle che vi piacciono a voi. Se fossimo comici di pessima qualità, diremmo "da leccarsi le orecchie". Quindi, una nuova rubrica da leccarsi le orecchie. Il diario che pubblicheremo a puntate non lo abbiamo scritto noi (come invece Il romanzo di formazione) ma tale Kitty'89, che ha gentilmente acconsentito di rendere pubbliche le sue riflessioni. C'è molto da imparare da una teen ager ormonalmente scompensata. Ti vogliamo bene, Piccola Kitty: Oooooh oooooh piccola Kitty oooooooh oooooooh picolla Kitty oooooh ooooh ooooooooh. Eh eh eh.
Il diario segreto di Kitty '89
Caro Diario,
oggi il Morgan mi ha accompagnato a casa con la Vespa. E' stato bellissimo, anche se continuava a sfrizionare e tirare il freno davanti x sentire le mie tettine premere sulla sua skiena. Però, che bello toccargli quelle spalle muscolose... Il Morgan mi piace tanto, anche se lo chiamano "il balbuziente". Certo, anke lui ha qualke probblema di pronuncia, ma è così dolce quando pulisce la marmitta col diluente per marmitte. Infatti odora sempre di diluente. Ho sentito dire in giro, che si è mollato con quella cagnetta della Cindy perché lei era troppo possessiva. Per questo io non voglio essere troppo assillante, e lo lascio andare coi suoi amici a sputare dai cavalcavia. Anche se i suoi amici hanno tutti il bomber con lo scudetto dell'Italia e i capelli un po' troppo corti. Oggi ti saluto, caro Diario, con una sua frase che mi ha scritto sulla Smemo. "Lesbiche, omosessuali? Ma stiamo scherzando? L'Italia ha bisogno di bambini". Il mio cucciolino è proprio un poeta.
xxx Kitty'89
Ma ora basta cazzate, e vai con le nostre super classifiche show:
10 cose che odiamo delle persone anziane:
1) sono lenti e pericolosi quando guidano l'automobile, il camion, la bicicletta, le seggiovie. Le ovovie no.
2) hanno l'alito che sa da alimenti per anziani, come:
a) la trippa
b) le mele cotte
c) il brodo
d) gli omogeneizzati, se non hanno i denti
e) il pappone per i vecchi
f) l'adesivo per dentiere
3) che quando gli dai la mano, non te la lasciano più e ti parlano della loro sciatica
4) che i vecchi uomini ci provano lo stesso con le ventenni, e il fatto in sè non è grave. Quello che mi fa incazzare è che a volte le ventenni ci stanno.
5) che le vecchie donne sono vecchie e quindi i ventenni hanno un po' non dico schifo, ma direi più schifo.
6) le vecchie conoscenti ti dicono sempre che sei diventato alto, quando le incontri. Anche se sei basso come Nakata. E questo ci fa icazzare parecchio, soprattutto Nakata.
7) che le vecchie conoscenti quando vengono a casa mia, portano sempre un pacchetto di caffè.
8) sono difficili da schivare se ti imbatti con loro al mercato.
9) trovano simpatico parlare delle seguenti cose:
a) malattie mortali in autobus
b) omosessualità
c) prostata
d) cateteri
e) flebite
10) possono vantarsi di esserci stati quando l'Italia ha vinto due mondiali consecutivi.
La seguente classifica è offerta dal Club Amici della Zélega, ovvero quello che tutti voi ometti dovreste fare per conquistare una ragazza, e tutto quello che voi signorinelle vorreste sentirvi dire, ovvero
le 13 infallibili tecniche di seduzione:
1) Il rapper - Assumere le movenze di un rapper - frase tipo: "yo! yo!"
2) Lo guardone - Avvicinatevi alla preda, e con sguardo ebete fissatela 20-25 minuti.
3) L'insulto - Avvicinatevi alla preda, e insultatela in modo più o meno velato - frase tipo: "zio bono, che dita tozze che hai!"
4) L'autocritico - Passiamo direttamente alla frase tipo: "no, non posso essere così coglione, non posso!"
5) L'impacciato - Avvicinatevi furtivo alla preda con due Vin Brulè bollenti in mano, e dire con voce tremula: "ah, ehm...Potresti aiutarmi che ho scarsa manualità?"
6) Il massaggio - Avvicinatevi alla bella di turno e palpeggiandole le spalle esclamate: "non è rilassante? Eh?"
7) Lo sfinimento - sfinite la vostra preda con chiacchiere inutili e futili, puntando sempre sullo stesso argomento - esempi di argomento: "me la dai?". "me la dai?". "me la dai?". - Problema della tecnica: la tecnica prevede forte autostima e grande determinazione
8) L'umiliazione - simile alla tecnica denominata L'insulto, ma spesso ne è solamente l'esasperazione - frase tipo: "Che schifo di mani, hai, cosa fai, il muratore?"
9) L'irascibile - anche stavolta passiamo alla frase tipo: "ma che cazzo fai? Fuori dai coglioni!"
10) Il timido - Paratevi davanti alla donzella e mettetevi un dito sul labbro, chinate lo sguardo senza dire una parola. La tipa non potrà resistere. - frase tipo: ""
11) L'autoinvito - frase tipo: "ciao ragazze! Ma se andiamo a casa vostra, ci fate la pastasciutta? Fatta?" facendo il noto segno dei "du' spaghi"
12) Il caffè - Continuare ad insistere sull'offrire caffè e farne bere molto, anche - frase tipo: "mi fai il caffè?". "caffettino?". "un altro caffè ci starebbe proprio dentro". "un altro caffè sarebbe la morte sua".
13) Lo pessimista - Tecnica emblematica della furbizia del maschio adulto in amore - frase tipo: "tanto lo so che ti faccio cagare"
Le abbiamo testate per voi, e dobbiamo dire che funzionano.
Capitolo 4 - Carburatori pari, carburatori dispari
Arrivammo in tarda mattinata, sul presto alle terme di Fiascano. Il complesso mi ricordava un po’ quelle case della pianura ascolana, chi non ha presente quelle case? Era un grosso edificio giallo ocra, con molte finestre da cui di poteva vedere, così c’era scritto sul dèpliant, il lago sulfureo di Petrignazzo. Il parco che circondava il palazzo principale era verde tanto da risultare quasi fastidioso. L’insegna era sfrigolante e diceva “Terme di Fiascano”, logicamente. Per forza, ero alle terme di Fiascano. Il Brioscina, durante il tragitto, ingurgitò una scatola di tegolini e mentre lo faceva mi raccontava aneddoti divertentissimi e curiosi avvenimenti che costellavano la sua vita e le sue opere. Come quando, per sfida, tentò di possedere un sedere non suo. O come quando si tatuò sul culo un culo più scolpito. Quindi quando fummo finalmente al banco della reception, non riuscivo a stare serio, e quindi dovetti pensare a delle parole che non mi facevano ridere: “vaso da notte”, “vasectomia”, “menestrello”, “ministero della salute”, “sazietà”, “show man”, “tubi catodici”, “superficie”.
“Buon giorno” dissi alla receptionist, una bella ragazza mora molto abbronzata, cazzo sembrava il ritratto sputato di Sandra Bullock, quella che ha inventato l’antifurto con le palle, solo più bella visto che Sandra Bullock assomiglia a uno dei suoi antifurti, però con meno palle. “Sono qui per quel lavoro da addetto alla palta sulfurea, ho visto l’annuncio e me ne ha parlato anche un altro dipendente, tale Brioscione”
“Brioscina, vorrà dire”
“Sì, esattamente lui… tipo simpatico, ma scemo.”
“A chi lo dice… sono 25 anni che tenta di inzuppare quella brioches di merda. Mmmmh, stava dicendo, palta, eh? Mi lasci controllare”
Ed estrasse un grosso registro marrone, rilegato con pelle dello stesso colore del mio taccuino. Sembrava impolverato, non dovevano aver ricevuto molte richieste di lavoro. Strano.
“Sì, il posto è libero. Vedo che lei possiede tutti i requisiti: Bicipiti, quadricipiti, ortofruccipiti, trigeminali infiammatissimi… potrebbe essere…” disse con voce ammiccante… Immaginai di farle l’occhiolino
“Perché mi sta facendo l’occhiolino?”
“No niente”, e aggiunsi per togliermi dall’imbarazzo “Può fissarmi un appuntamento col responsabile della compravendita di manodopera?”
“Le va bene alle 15?”
“Sì, mi piace il suo stile” dissi facendo i segni delle pistole con le mani.
Il fatto era che erano le 15 e un quarto, il che faceva di me un Uomocoibaffi in ritardo. Corsi laddove la receptionist, che scoprii chiamarsi Donna Fingerthunder, mi disse di recarmi.
Il direttore, un abbronzantissimo, altissimo, purissimo, putrido, insignificante uomo importantissimo sulla sessantina, mi accolse con l’odiosa frase:
“Si accomodi, giovane. Bei baffi!”
Che frase da INPS, pensai. E ad alta voce, sghignazzai: “INPS, buahh ah ah”
“Come dice?”
“No niente”
“Bene, mi ha portato il suo curriculum?”
Estrassi il mio curriculum che avevo infarcito di cose più o meno veritiere sulla sua scrivania di radica e fòrmica e porfido di Albiano, valle di Cembra. Lo riconoscevo dall’odore di Muller Thurgau che ancora sprigionava quella pietra grigiastra.
CURRICULUM VITAE:
Nome: Uomocoibaffi
Cognome: Roses
Parentele famose: Axl Roses
Nato a: Bagnasco
Il: 5/12/1966
Titolo di studio: Geometra
Patente: quella del camion
Militare: presso il genio guastatori svolto nella caserma di Bagnasco, dove ero soprannominato “il trivella”
Hobby: fango, fare statuine con il fango e ascoltare Mango. E come si può notare, usare parole che finiscono con “ango”, come rango, parafango, bingo bango, tango, orango, e combinarle assieme, come orangotango.
Interessi: se la fisioterapia può essere considerata un interesse, sì, quella. Altrimenti: lo zolfo, la Pantera Rosa, i romanzi di Aldo Busi, i busi di qualsiasi tipo, truccare la Fiat Tipo.
Lavori precedenti:
estate 1983: friggitore di briustel all’Oktoberfest di Bagnasco;
estate 1984: venditore di pretzel all’Oktoberfest di Bagnasco;
estate-autunno 1985: farcitore di Tacos presso il Ristorante messicano “El paltòsso” di Bagnasco;
1986-1988: Apprendista stregone presso la casa dei fantasmi di Gardaland (provincia di Gardaland - VR);
1989-1994: Apprendista geometra presso lo studio associato “Carlos Santana e figli”, specializzato nella tracciatura di confini boschivi e nel disegno di edifici buffi come quelli del planet Hollywood con la Cadillac infilata dentro;
1994-: impiegato al catasto del comune di Bagnasco
Leggendolo, le sopracciglia canute del direttore si inarcavano come un gatto quando ce l’hai nel sacco. Guardandomi sbalordito, esclamo dopo qualche interminabile minuto: “Anch’io ho una Tipo, potremmo truccarla assieme… Qua la mano, lei è dei nostri!”
“Oh grazie, capo, vorrà dire che le procurerò un carburatore 25/17 dispari, allora.” E scoppiammo in una risata come quelle dei telefilm quando sta per finire la puntata, come nei Chips.
Capitolo 3 - Scherzo cinese scherzo turchese
La stazione di Fiascano Terme era bella e luminosa. Appena ristrutturata con un gusto attuale, privata del vecchiume tipico delle stazioni italiane. Niente colonnine vittoriane e squallore del genere, ma strutture in legno grezzo assai piacevoli. Era la tipica stazione che ti ispira benessere. Calda, accogliente, luminosa.
Un grande cartello sopra la porta d’uscita diceva “Fiascano Terme ti imburra di benessere”. Il cartello di lato invece diceva una qualche frase meno d’effetto, ma la faccia sorridente di quel tizio pelato, seppur giovanile, metteva voglia di avere dei legittimi sospetti e di comprare delle ceramiche.
Dopo il primo impatto mi ricordai di essere a digiuno da molte ore, così entrai in un bel locale, mediamente frequentato per le 8:30 di mattina. Mi stupì la calma con cui la gente affrontava la fila alla cassa, così come la cortesia della camerierina che serviva ai tavoli. Era evidente il clima più sereno che si trovava in quella cittadina. Si, si, tutto bello… ma a me scappava terribilmente la cacca. In treno non avevo avuto modo di allontanarmi dal corpo esanime di quel cazzone di Ferruccio, non per scrupolo, ma perché nel manuale delle giovane marmotte c’è scritto “mai lasciare incustodito un corpo esanime”. Così, ingegnosamente, restai a fianco di Ferruccio e quando qualcuno si avvicinava o tiravo un forte peto, o facevo a finta di essere un ventriloquo e dicevo “ze ne vada, non vede che siamo uomini sessuali” e la gente scappava! Che forza eh? Avrei potuto diventare Gran Mogol!
Il fatto comunque sussiste. Non vorrei diventare come quel tale che la cacca gli aveva ostruito tutto l’intestino e poi aveva cominciato a riempirgli tutto il fisico e poi è diventato un uomo di merda. Così decisi di avviarmi furtivo al cesso, e li trovai la sorpresa… le turche avevano la grata… ed io non avevo la sciolta.
Pensando a tutta quella gente che fa di tutto per farsi passare la diarrea quando io non desideravo altro mi mandava in bestia. Era il tipico cesso per quando hai la sciolta. Al mio posto qualcuno avrebbe cambiato cesso, qualcun altro avrebbe cercato dei cespugli… tutte soluzioni molto valide certo, ma non abbastanza. Sfogliando il manuale trovai il punto di fusione delle feci umane e con un l’utilizzo di un buon fon ne uscii in quattro e quattr’otto.
Al ritorno dal bagno notai un uomo dalla struttura massiccia intento a intingere una brioches troppo grossa in una tazza di caffè stretto, troppo stretta. Quell’uomo aveva un evidente problema di proporzioni.
Esordii con “Salve, bella giornata eh?”
“Si amico, niente male, non fosse per questa brioches troppo grossa” rispose il corpulento.
“Hey amico, mio nonno mi diceva sempre che se una brioches è troppo grossa per la tua tazza vuol dire che non era la brioches giusta per te! Troverai altre brioches! Anzi, non vedi quante brioches che ci sono qua fuori? Il mare è pieno di pesci amico! Ne troverai di migliori, in più ho sentito che ha dato la sua marmellatina a quel terrone del cannolo siciliano!”
“… tu, tu dici davvero?” esclamò stupito.
“Certo! Sapessi quante brioches che ho consumato io! Eh!” esclamai rassicurante.
“Si, è vero, ma vaffanculo, che cazzo me ne frega! Come ti chiami amico?”
“Uomocoibaffi”
“E cosa ci fa un uomocoibaffi come te in questa stazione termale?”
“Mah, cerco lavoro come prima cosa. Anzi sai dove ne posso trovare?”
“Abbiamo licenziato uno scemo da noi perché odorava di maraschino e maionese allo yogurt, poresti provare al suo posto. Noi siamo dello stabilimento la stalla del piacere siamo famosi per la fanghiglia tossica che piace un casino alle vecchie!”
“Dici davvero? Io… io… si certo, posso cominciare anche subito. Ah, come ti chiami?”
“Mi chiamo Charly Streem, ma tutti mi chiamano il il Brioscina, ma non chiedermi perché, questa è una cittadina di mattacchioni!” esclamò il Brioscina dandomi una pacca sulla spalla.
Uscimmo così per dirigerci verso il mio nuovo luogo di lavoro, ma senza consumare niente di quello che avevamo ordinato al bar… proprio come facevano Starsky & Hutch… gli Starsky ed Hutch del fango solfureo… io ed il Brioscina, con io che facevo Starsky, ma meno ebreo e con meno capelli e senza la macchina rossa e bianca e senza essere a San Francisco. Praticamente eravamo come Terence Hill e Nino Frassica in Don Matteo.
e teneteli lontani dai luoghi umidi.
Buondì a tutti. In attesa della prossima pubblicazione del 3rd capitolo, torniamo all'antico con un post pregno di coloranti ed esaltatori di sapidità. Noi amiamo la sapidità, e per questo dedicheremo questo post alla sapidità.
Prima nota: come nessuno avrà notato, il Metallopertutti Rock Festivall! Oh yes!! si è chiuso un po' in sordina. Il fatto è che c'erano pochissime persone che hanno preso i biglietti in prevendita, anche perchè i biglietti si prevendevano solo c/o:
l'osteria da Bottaro di Lamon (BL),
il bar Talpa di Miola (TN),
l'Osteria "da Pilato" di Gerusalemme (BZ),
la trattoria "Il trattore bionico" di Costantinopoli (FG),
la locanda "da Ovidio" di Harlem Globetrotters (LA)
il pub "Corvo rosso non avrai il mio scalpo" di Memphis (Roma),
la falegnameria "Lo scarto" di Castel Slavazzo (provincia di Cortina d'Ampezzo)
Non sapete cosa vi siete persi. I Fegatelli Spaccati hanno fatto uno show intitolato Fantasia, colore, Rotary, in vomito, da cui verrà tratto il dvd "Fegatelli spaccati live in vomito". Una bomba. Gli Alba e i fuggiaschi cioè noi, hanno fatto un bel casino, e hanno anche fatto una jam session con: Anfetamina Duck delle Antonietta Malleolo e le Tube di Fallocchio, con Bobby Solo dei Bobby Solo's (grazie Bobby), con Squaxy dei Cloaca Maxima, e con, udite udite, Graziano "il Tenaglia" Clavistello, il gigantesco chitarrista Graziano (foto)

Ah, che sfigato metallaro che sei Graziano.
Adesso per sollazzarvi le papille, la rubrica di oggi è: Le classifiche di Metallopertutti che stimolano i farabutti
Le 5 cose che notiamo in una donna:
1) gli occhi
2) il doppio mento, se ne ha meno di 4, ciccia
3) la forma della spalla
4) la sua capacità di usare pala e badile, perché al giorno d'oggi una donna deve sapere fare un po' di tutto
5) il culo
I 5 momenti più belli delle nostre luride vite:
1) Quando mi hanno regalato il trattore a pedali della Peg Perego, però io lo volevo della Landini, e con l'argano. Altrimenti senza l'argano come le traini le piante? A mano, eh? Eh no, a mano no, scusa.
2) Quando mi è venuto da vomitare perché per la prima volta avevo bevuto troppo idraulico liquido Geal. Mi avevano detto che faceva digerire
3) Quando ho visto per la prima volta la casa natale di Paco Lanciano, l'esperto di fisica di Super Quark
4) Quando ho scoperto di essere padre, ma poi mi sono ripreso dalla sbronza e ho scoperto che ero anche sposato, ma poi mi sono svegliato e, pensa un po', era un sogno. Quindi tecnicamente quel negretto non è figlio mio.
5) Quando per la prima volta abbiamo cavalcato un'onda di 15 metri e pensa che manubrio deve avere un'honda di 15 metri.
I 10 peccati capitali secondo la nostra nuova religione, chiamata Barabbesimo:
1) Avarizia
2) Le proteste contro l'arbitro
3) Appoggiare una birra per terra
4) Versare vino su vino
5) Bere the
6) Barattare la propria anima con dei legnetti colorati
7) Sobbalzare
8) Oscurare il sole con un apparecchio per oscurare il sole. Questo è anche reato federale, quindo occhio, eh?
9) Creare persone di argilla per poi dare loro vita soffiandoci sopra
10) Fare ulteriori cazzate con le costole dell'omino di argilla di cui sopra, se non facendole mute.
