Metallo per tutti

Blog schifoso, Maronna Benedètta. Dedicato a: Filosofia, Insiemisitica e Lotta alla Criminalità. Ah, sì, anche al Metallo

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Bottoni estremamente inutili

Il simpatometro

visitato da *loading* simpatici stronzi

 
lunedì, 31 gennaio 2005
Romanzo di formazione - Capp. 11 e 12

 

Capitolo 11 –  Jumbo Jet.

<< Allora Charly, ti muovi con queste cazzo di valigie?>> disse Milio spazientito, mentre con i biglietti in mano cercava la fila giusta per l’imbarco.

 Quella fu, credo, la prima volta che Milio chiamò il brioscina per nome. Probabilmente era la prima volta, dopo la 3za elementare che il brioscina si sentiva chiamare per nome. In realtà anche il Milio, che per la cronaca viaggiava solamente con una borsina grigia da narcotrafficante, non poteva pretendere molto dal brioscina. Non sapevamo dove andavamo, quanto ci saremmo fermati, né, quindi, che tipo di abbigliamento portare con noi. Tra l’essenzialità di Milio, e l’eccesso del brioscina, che aveva con se anche i doposci con il pelo, optai per una giusta via di mezzo.

L’aeroporto San Gemmano di Sambortown era uno spazio enorme. In effetti tutte le cittadine della zona facevano riferimento a quella grande struttura, per la verità dall’architettura abbastanza particolare, in quanto ricalcava le linee di un water. La cosa particolare, in realtà, era che nei cessi di quell’aeroporto c’erano i water a forma di aeroporto... Ma avendolo già visto su studio aperto, come servizio principale, me lo ricordai e feci la cacca a casa. E poi la chiamano mala informazione.

Fatto sta che non si poteva paragonare la mia fuga da Bagnasco con questa. Forse perché eravamo in tre, ed il peso della partenza era distribuito su 3 paia di spalle, e quelle del briosh erano anche belle grosse.

Per quanto mi riguarda cercai di non lasciare tutto e tutti come quando me ne andai da Bagnasco. Prima di tutto comunicai la mia partenza al direttore che, neanche a dirlo, era molto dispiaciuto della perdita di me ed il brioscina… due degni professionisti della fanghiglia. Oltre a loro andai a salutare i pochi amici, come il Vacca, il Girolamo, l’Eric, Viky il Vichingo, le gemelle Polansky, Jenny Pikalhoff, il Riky, il Ralph e il Pozzy. Ah, si, parlai anche con Sheela, promettendole che ci saremmo sentiti, e quando sarei tornato, le dissi, avremmo ripreso da dove eravamo rimasti… cazzata.

Il Milio mi disse di aver salutato tutti gli amici e di essersi fatto una sgroppata con Donna Fingerthunder.

<< Ti sei pompato la Fingerthunder? >> esclamai stupito ed ammirato << è vero che ti fa urlare tanto da farti chiedere pietà quando ti … >>

<< Ma no, che dici … >> mi fece con un sorriso compiaciuto. Poi aggiunse << Hem, hem … avresti una Tantum Verde? >> massaggiandosi la gola.

Per quanto riguarda il brioscina, beh, dopo i saluti, mi disse essere andato a fare una scorpacciata di polenta e lucaniche, perché “dove la trovo la polenta in Sud America”. Dopo di che ha fatto incetta di bottiglie del suo inseparabile aperol e di scatole di Pressatela.

Pronti alla partenza ci imbarcammo sull’aereo diretto in Brasile. Eravamo in prima classe, ma nei posti centrali … in fin dei conti Milio era ancora una rock star passabilmente famosa ed i biglietti saltarono fuori come niente, grazie alla Virgin  records. A sinistra io, a destra Milio, ed in mezzo il brioscina.

<< Che ascolti? >> fece Brioscina al Milio.

<< Luis Armstrong >>

<< Ah! Quello che è andato sulla luna? Forte, fa anche dischi? >>

<< Ma no idiota, quello era Lens Armstrong! Bah. >> rispose Milio.

<< Hei Milio, ma come fa uno che cantava “… vomito collassato sopra il tumulto dei Ciompi …” ad ascoltare Armstrong? >> dissi a Milio trafficando con il jack degli auricolari.

<< Beh, un musicista sa apprezzare tutti gli stili di musica … vuoi ascoltare questo, è il doppio CD del coro della SAT. >> mi disse sventolando il CD con in copertina il cappello da alpino.

<< No, grazie, eh eh eh >>

E cominciammo a sganasciare, a darci bracciate ed a cantare “… Quando sento il tuo profumo di Varechina … il mio cuore batte one two three boom boom … solo tu sai quel sapore di Varechina … che mi fa girare il collo sempre più … oh oh oh oh oh oh oh Varechina a go go … non scapparmi tra le dita bella f…” finche la hostess ci ha assaliti con dello spray orticante e ci ha placati con champagne al bromuro. E dormimmo come ghiri fino a Rio.


Capitolo 12 –  Caschi omologati e caschi di banane.

Mi risvegliai qualche ora dopo i miei ultimi ricordi… appoggiato sul briosh che dormiva ancora come un bambino, non riuscivo a capire che

 cavolo fosse successo… Credevo di riuscire a reggerlo meglio lo champagne col bromuro. Da quei cavolo di posti centrali non riuscivo a vedere niente, ma dati i miei calcoli dovevamo essere prossimi alla costa. Avrei voluto vedere le palme dal finestrino. Vedere le onde che battevano su quelle famose spiagge. Invece la prima cosa esterna all’aereo che vidi fu la pista grigia dell’aereo e, subito dopo la saletta per le perquisizioni corporali… lo svantaggio di viaggiare con una rock star. La seconda cosa che vidi fu il nastro trasportatore dei bagagli imbarcati. Ritirai la mia borsa ed un settanta per cento delle borse del brioscina. Il trenta per cento rimanente consisteva di:

1) Il borsone con i 15 Kg di polenta Val Sugana

2) Lo zainetto delle Casse Rurali Trentine, pieno di quaderni bianchi.

3)  Il borsino leggero pieno di ossa di dinosauro.

4) La borsa del Real Cesenatico pieno di calzini di sottomarca (marchiati “piuma”).

5) Un cassone con dentro delle biglie di acciaio.

Gli dispiacque molto disfarsi di quelle cose, la cui ghiottezza sicuramente attirò le attenzioni degli addetti all’imbarco del San Gemmano.

<< Ciao ciao belle chiappette! >> fu quello che dissi quando vidi la terza cosa, appena fuori dall’aeroporto.

Avrei voluto poter uscire dal mio corpo per vederci in quella situazione. Bandana ed occhiale Gucci per Milio, impeccabilemente nel suo personaggio, come sempre. Camicia a mezza manica e pantaloni leggeri per me, sobrio. Maglietta degli Skiantos che titolava “Mi fate schifo” sul davanti e “Sono un ribelle mamma” sul di dietro, per il Brioscina.

Senza difficoltà sbrigammo tutte le boiate pallose più o meno in velocità, grazie soprattutto alla buona conoscenza del Portoghese di Milio. Alloggiavamo al Hotel Mazzènta, per quella notte. Gia sapevamo di dover partire.

Alle tre di quello stesso giorno ci dovevamo incontrare con un certo Serèzo, amico di Milio, che avrebbe dovuto procurarci un mezzo di locomozione.

Alle 15 eravamo puntuali seduti ad un chioschetto a Copacabana, sorseggiando Pandorina Drive con Mescal a parte. Si avvicinò un uomo sulla  quarantina, il tipico personaggio che pensi di incontrare a Rio, col suo Cristo appeso al collo che sembra voler dire “non ne ho già passate abbastanza?” ed ovviamente l’immancabile baffetto sottile alla Lou Bèga. Sembrava uscito da un telefilm… “Coatti a copacabana”, con Jerry Calà e Lou Bega. Ocio però!

Ci salutò tutti in modo molto cordiale, poi si mise subito a parlare in modo molto animato con il Milio, in modo incomprensibile. Io e il brioscina, per ammazzare il tempo cercammo di abbordare due mulatte utilizzando il linguaggio internazionale dei segni e della sensualità. Due splendide mulatte rimasero molto colpite da come il brioscina riuscisse a mangiare 12 bistecche di vitellone consecutivamente senza mai abbeverarsi.

<< Oh, ragazzi … abbiamo trovato un mezzo >> disse Milio. << Abbiamo due alternative. Se scegliamo 4 ruote, una Mustang del 74, rossa fiammante, una bellezza! … tanto on the road da sembrare pacchiana. >>

<< Wow, ottimo >> esclamammo io ed il briosh all’unisono.

<< Ma aspettate, se andiamo a due ruote c’è di meglio. La vedete quella Triumph grigia la in fondo? Quella con scritto sul serbatoio “La Poderosa”? Beh, anche quella potrebbe essere nostra.>> disse Milio già sbavando come un totem.

<< Aspetta Milio… la Poderosa? >> dissi preoccupato << Humm, non capisco perché, ma non mi suona bene, poi mi sembra vecchiotta e in più siamo in tre, come facciamo?>>

<< Già, come facciamo? >> esclamò il brioscina con dei pezzi di vitello tra i denti.

<< Beh, ho una soluzione, io e Newman sulla Poderosa, e tu su quell’altra la appena a fianco, quella rossa. >> disse Milio facendo il pollice verso.

<< Ma… ma… è il Califfone >> disse il brioscina preoccupato << Dimmi come cazzo faccio a fare il giro del Sud America con un cinquantino monomarcia… il Califfone … come si fa per la miscela, dovrei portarmi dietro l’olio… noooo… troppo scazzo… andiamo con la Mustang>> aggiunse scuotendo la testa.

<< Sicuri? Guardate che … il Califfone è elaborato, ha su l’80 Polini…>> Insistette Milio

<< No, Milio, queso è troppo anche per il brioscina…>> Gli dissi con tono greve <<…e  poi, non so “La Poderosa” non mi lascia trasparire niente di buono…>>

<< Ok, come volete, ma non vi lamentate dopo. >>

Chiudemmo quindi il contratto per il bolide Rosso, per dio solo sa che razza di cifra … ma per quello non c’erano problemi, Milio era bello pieno, e per le evenienze, c’era sempre il mio taccuino … oh si … c’era sempre quel taccuino.

Felici per l’acquisto, pensammo di organizzare la serata in questo modo:

1) Puntatina alla bisca gestita da tale Borragno, “frattèlu de lèce” di Milio

2) Cena al Mastodontico Piazèr, ristorante tipico di un amico cubano.

3) Incontro di Box clandestino a “El Bagno de Sangre”.

4) Quattro salti e molta Caipirinja a “El Mundu Latino”, bel locale notturno a Mendoza Street.

5) Se non salta fuori di meglio, Night Club con diritto di riscatto chiamato “O’ Gàtu & La Volpegna”.

Il giorno dopo partenza per San Paulo, dove eravamo attesi con impazienza, almeno per quanto mi disse Milio… eravamo attesi e come!

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mercoledì, 26 gennaio 2005
Un cappuccino, due brioches e un bicchiere d'acqua per lavarsi le dita

Buondì, simpatiche canaglie dello zio Tommy Highfiggerald Kennedy. Se siete felici, voi lo sapete, battete la testa contro il monitor ... sklunk sklunk. Ora, per quelli di voi che non sono morti, o semplicemente non erano felici, ecco metallopertutti (ritorno al passato).

A.S. 2004/2005 - LEZIONE 1 - L'insiemistica ed i suoi derivati -

di. Conan W. Dao Crt_WO

felicità, miei piccoli studenti, avidi di apprendere cose che dimenticherete tra due ore bevendo spritz al bar da Giorgio.  La lezione di oggi verterà sul'insiemistica e i suoi derivati. Mi ricordo, a tale proposito, di come io e il mio amico Cauchy (che lo chiamavamo "canaglietta lingua tozza") discutemmo a lungo del fatto che non solo la cocaina ha dei derivati, ma anche l'insiemistica. Questa teoria va sotto il nome di Studio Cauchy-Dao CRT_wo sul crack matematico, che uscì nel 68 allegato a quattroruote a 50lire. In fin dei conti Cauchy era convinto che, seppur un uomo avesse la lingua tozza (Cauchy parlava malissimo) potesse fare cose interessanti con il clit... ma questa è un'altra storia. Le discipline derivanti dall'insiemistica sono:

1) Le corse dei cani

2) Il calcolo del destino

3) Assestare dei colpi allo gnomo Benjamin.

4) Il calcolo del fatto di calcolare (molto avanzato)

5) Il gioco della morra cinese

6) Affilare coltellini affilatissimi (già affilatissimi, è questa la difficoltà!)

7) Affondare delle flotte

8) Fare le ombre cinesi degli animali

9) Analisi avvanzata dello SPAZIO-DUE (avanzatissimo, contattare il dottor Blimbow)

10) Il baratto

Bene, se qualcuno ha delle domande:

s: "Professore, ma cos'è lo spazio-due?"

p:"Zitto idiota".

Bene, nessuno ha altre domande? Allora vi lascio un test per casa di auto valutazione:

1) I numeri dispari sono davvero dispari? Se si perchè?

2) Perchè tutti dicono che il tartufo è buono? Se si, come fanno a tagliarlo a scaglie sopra le piatanze senza che si sciolga?

3) Esistono i numeri complessi? Non pensate che potessero altrettanto chiamarsi numeri accoppiati o numeri amplessi o num,eri boomerang o numeri marmittici o ganzo-numri o power-numeri?

4) Se un atomo gravita attorno a un cumulo di emozioni, sapendo che per emozioni intendiamo "cadmio" e delle particelle, per la precisione 4, (che chiameremo particella1, particella2, particella3, e ora della merenda) quale delle 4 produrrà i danni migliori considerando che per ora della merenda si intende particella della distruzione fotonica.

5) Esistono gli umpa lumpa?

6) Sono nati prima i mestieri utili o le scappatoie?

7) Essere è sapere, vivere è un dovere, caricare un mulo con dei sassi è un piacere, tagliare la testa al toro è veramente un detto?

8) arfalskmdvnzs awdba,k arfgliòlav (togli le mani dalla tastiera, giovane Gazzùlo)

9) Perchè tutti hanno un assistente che si chiama dottor qualcosa ed io ho il dottor giovane Gazzùlo?

10) (Per le signorine) Se il vostro affascinante professore vi proponesse di passare l'esame in cambio di "gentilezze", come vi comportereste?

Cordiali saluti: Prof. Dao CRT_wo.

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martedì, 18 gennaio 2005
Sambuca a nastro e grappa a Fidel Castro

 Hasta la buena garganta, siempre. Un saluto a tutti quelli che ci vogliono bene: grazie mamme nostre.

Un saluto va anche di diritto a:

i nostri papà, al papa, Beppe Saronni, Beppe il Plastificatore, Beppe Bergomi, Beppe Quintale, Beppe l'omofobico, Beppe il culo, e infine Beppe la tossica

Ma passiamo alle rubriche che ci hanno resi celebri e molto ricchi, grazie alle pubblicità che abbiamo stampato sulle pagine di Famiglia Cristiana e de L'amico del Popolo.

Partiamo con un'altra pagina del diario della nostra amiketta Kitty'89, che è troppo sweet. Baci baci, TVB

Il diario segreto di Kitty'89

il grande kuore della pikkola kitty'89

Noooooo, sfiga! M si è rotto il cel. E nn so kome kiamare il mio pissi pucci smiaus gnam gnam Morghy. Oggi dovevamo aggiustare la motosega assieme, xkè domenika deve andare allo stadio. Kosa vuoi, si divertono kosì, lui, il Puzza, il Carogna e il Bartolomeo iena. Be, qando eravamo tutti intorcinati a fare tutte qelle cose complicate, tipo unger il pignone, quella volta ke abbiamo truccato il BCS, mi sono divertita. Però un po'skazzata. La luietta Cindy, che è insieme a Er Negro, fanno kose tanto fighe... però nn vorrei essere al suo posto xkè il Morgan dice ke Er Negro puzza e nn ama il suo paese, e la lazio, e è cambiato tropp. da qando è con la Cindy, che è un po'pankabbestia. Ieri il Morghy mi ha detto "A.. a...a... aaapena faccio 'a ptente, m... m... 'me compro n'alfa e ie dipingo sopra er teschi d' a morte". Ma so ke in realtà con "teschio d'a a morte" intende i nstri nomi, kon in torno un kuore trafitto da una marmitta.

xxx pussy pussy Kitty'89

Il diario segreto del Morgan.

Vooolaaa un aquila nel scieeelooo

Hail, caro Spartacus, hail hail, hail and kill!

Oggi, zio cane, stavo ad ascolta li Manawor, e quella rompiballe di Kitty, mi ha telefonato col cell di quella roia della Cindy, che sta con quel comunista di Er Negro. Me sa che si è offeso per quei cori della curva, ma nun ereno per lui, che scemo, non offenderei mai un camerato.  Comunque non mi puoi cambiare così, per colpa di una tipa. Io ad esempio vedo che la kitty, è contenta di imparare la meccanica. Ora devo andare col IENA a comprare delle mazze da vichingo e dei fumogeni e a comporre delle canzoni in Mi minore, che ho gia il testo che fa (immaginalo in death metal) "woooooooohhh, bruciaaa bruciaaaa, wooooooo, ti spacco la testaaaa, woooooo". Direi buona.

Ti saluto con una sberla. Metallo giù per la schiena di quelli che vengono a portarci via il lavoro e le fighe bianche.

Hail Morghan.

Bene bene, i nostri due raffinati intellettuali hanno detto la loro. Passo la palla e la pala al Pinongolo che ci parlerà un po' di POP- ART.

'mpara l'arte e mettiti le parruccone come Andy Warholl

Bene bene, oggi parleremo del dipinto di Roy "il leguminoso" Lichtenstein. Lo chiamo "il leguminoso" perché era bravo a fare i fagioli alla Bud Spencer. Però a pensarci bene, di Lichtenstein io so solo questo. Quindi parleremo di tutt'altro, dell'intramontabile Van Gogh. Che uomo eccezionale, lui sì che sapeva tagliarsi via le orecchie, così, solo per sollazzare la compagnia della birreria di Ajax (prov. di Amsterdam), di cui era molto tifoso. Non tutti sanno dell'episodio in cui è stato coinvolto in una maxi rissa con dei tifosi della Juventus che preferivano l'arte di Paolo Uccello alla sua. Fu dopo questa rissa che dipinse il famoso "Ajax Campione d'Europa 1865":

Urka urka che burka

Il giovane VanGogh, che se non ve lo ricordate si chiamava Ruud, come Gullit, di cui era amico ed estimatore, anche se gli si era scopato la moglie come a Baresi, insomma si.

Con questo anche per oggi abbiamo detto la nostra e vi incoraggiamo a leggere il Romanzo di Formazione, chè è cosa buona e giusta. E' veramente cosa buona e giusta rendere grazie a noi anche perchè ci piace cantare tutto il dì "Il tuo popolo in cammino".

Vi amiamo fisicamente, uno per uno. 

 

Uscito dalla superba mente di albapinongolo alle 12:41 | link | commenti (13) |

Romanzo di formazione - Cap. 10

Capitolo 10 –  Tenera piccola, con un culo così.

Corso Ferrazza era il viale principale di Fiascano, uno stradone bello largo e sempre affollato. In realtà Fiascano era una località turistica che funzionava piuttosto bene ed il vialone centrale testimoniava come la sua economia fosse in salute. Non era una di quelle località termali affollate esclusivamente da vecchi, il lago di Petrignazzo e gli altri lagetti balneabili erano la meta ideale per i tanti ragazzi in cerca di sole per il weekend, in più la vita notturna non era niente male. C’erano El Colombre, Il Tanganika, il Memphis e molti altri locali anche abbastanza famosi. Per esempio questa sera al Creccola suonava Tommy Vee. Corso Ferrazza era il tipico vialone che si può trovare in una qualsiasi media cittadina di mare, e questo mi piaceva. La strada era costeggiata di negozi e di locali più o meno trendy e, in una sera come quella, non si contavano le coppiette e le compagnie di ragazzi in tiro per una serata in disco.
In mezzo a tutto questo io camminavo spavaldo, con i capelli appena tosati, i baffi perfettamente sagomati e sedici goldoni distribuiti in modo equo tra le diverse tasche. In certe situazioni non devono esserci sorprese, come diceva don Camillo in don Camillo nel castello, pensa sempre e solo a quello, unico film apolitico di don Camillo. A parte don Camillo e Chiappane.
Come sempre ero in uno sfottuto anticipo. Alle 20.30 ero davanti al locale, così cominciai a pensare a dei dubbi che mi tormentavano, e non mi piaceva. Come prima cosa pensavo al perché ero li ed aspettavo una ragazza a cui non avevo chiesto di uscire… quindi mi chiesi anche se sarebbe realmente arrivata. Poi cominciai a riflettere al fatto che l’A-Team trovava sempre il modo di uscire dai pasticci utilizzando la fiamma ossidrica, che, mi ricordo, la trovavano dappertutto, anche quando erano rinchiusi dopo essere stati perquisiti. Humm … in più come facevano a non essere sgamati agli autogrill con un furgone così poco sobrio? Mah.
“ Hei… Newman!” sentii esclamare, mi voltai e c’era Sheela. Bella come una giornata di sole. Con un vestitino leggero che ne faceva risaltare la forma dei fianci e l’abbronzatura. “Che figa!” pensai.
“ Oh! Lo prenderò come un complimento … in fondo lo è, solo su una scala differente! “
“ Beh, ah … ah ah ah, siii, suppongo di si! “ aggiunsi sorridendo e baciandola sulle guance. Profumava di vaniglia tanto da far girare la testa, ma mi piaceva.
“ Direi che possiamo entrare no?” dissi.
“ Certo” mi disse lei prendendomi il braccio.
Ed entrammo come una di quelle coppiette dei film, tutto bene , non fosse che mi rimase incastrata una scarpa nella porta girevole.
Entrammo e senza dire niente un cameriere circa sui venticinque anni ma dai modi molto professionali mi disse
“ Lei deve essere il signor Uomocoibaffi! Oh, bene, le ho tenuto un tavolo come aveva ordinato.” E ci accomodammo su un tavolo delizioso, posto sul soppalco, che si affacciava su una vetrata da cui si poteva vedere il lago, illuminato dai tanti lampioni arancioni che lo circondavano.
La cena trascorse liscia, parlammo degli argomenti a cui si parla di solito ad una cena romantica, ovvero dell’asiago, dell’essiccazione delle albicocche, dei Megadeth, degli agglomerati urbani. La trovavo stimolante, avevamo tante cose in comune, tipo il fatto di non saper mai dove sputare il tabacco da masticare, o l’amore per i documentari presentati da Piero Angela. Cercavo di non fare troppo lo scemo, ma nemmeno di prendermi troppo sul serio… mi piaceva farla ridere, ma soprattutto osservarla ridere, le spuntavano delle fossette adorabili.
Arrivati al dessert, optai per un locale pettinato chiamato El Colombre, dove avrei potuto lavorarla ai fianchi con i miei movimenti da meccanico razionale. Le cose andavano davvero alla grande. Seduti ad un tavolinetto, di quelli tipici dei divanetti delle discoteche, sorseggiavamo long drink e discutevamo di quello che ci passava per la testa. Era facile stare bene con lei, perché non occorreva essere più di tanto intelligenti.
“ Sai Newman, ti ricordi la prima volta che ci siamo incontrati?” Mi disse stringendo con entrambe le mani un mohjito, con una posa un po’infantile ed uno sguardo ammiccante.
“ Certo che mi ricordo, era davanti allo stabilimento, il mio primo giorno.”
“ Già, ti ho trovato strano, eri davvero agitato.”
“ Beh, credo sia normale”
“ Si, ma poi ho capito che è un tuo modo di fare … devi essere un timido, sei dei Pesci?”
“ No, sono della Lazio. “ esclamai serioso… sul calcio non si scherza.
“ Ah ah ah, vedi “ mi disse sorridendo e spostandosi un ciuffetto dei suoi capelli biondi “ A qualcuno potresti sembrare un idiota, non capendo il tuo humor!”
“ Eh eh eh, in effetti qualcuno me l’ha fatto notare!”
“ A me piace il tuo humor! Lo trovo spiazzante! Cioè, nessuno potrebbe essere così scemo!” disse lei avvicinandosi.
“ E no eh! “ dissi imbarazzato.
“ Sai, non esco spesso con dei ragazzi … con te ho trovato qualcosa di particolare … non fraintendermi … ma e da tanto che non frequento qualcuno quindi … avrei anche una certa disponibilità a … beh? Hai capito?”
“ Oh, oh, si certo, beh, se è tanto che non bevi e normale che il mohjito ti faccia girare un po’la testa! “ alle fighette piace quando sei premuroso.
“ No Newman, non hai capito, diciamo che è qualcos’altro che potrebbe far girare la testa a te … “ mi disse accarezzandomi un ginocchio.
“ Sheela, hai capito male, io non ho intenzione di prendere pasticche o cose del genere come fate voi ragazzi di oggi, voi.” Io sono un uomocoibaffi con dei sani principi.
“ Sto pensando che sei più simile al brioscina di quanto pensassi “ disse con un aria sconsolata che non compresi, ma non feci in tempo a preoccuparmi sul serio fino a quando lei mi disse
“ Oh, Newman, in realtà non avevi torto sul mohjito … forse è meglio se andiamo a casa … a casa mia.”
“ Sii, col cazzo, abbiamo pagato 25 euri a cranio per entrare al El Colombre, adesso ci si scatena in pista!” e zompai in mezzo alla pista dimenandomi in balli frenetici e provocatori, anche se l’unico ballo di cui sapevo i passi era il ballo di simone ma non importava. La Sheela non sembrava entusiasta, ma avevo pagato 50 euri, e dovevo sfruttarli. Cosa spendi, 50 euro per entrare  e li  passi seduto su una sedia a dormire?
La Sheela dopo i primi attimi di titubanza si unì alle mie danze … sembravamo Mia Wallace e Vincent Vega in Pulp fiction nella scena del twist, solo che in pista c’erano 120 ragazzi fatti di Extasi e cuba libre, non era twist, non avevamo un cameriere che assomigliava a Buddy Holly e lei non era mora.
Non ci assomigliavamo gran che in effetti.
Capimmo di dover andarcene quando per la terza volta i DJ mise la canzone che fa “Haidyyyyy … troooooiiiaaaa” ed accompagnai la bella Sheela davanti alla porta del sua appartamento. Senza dire niente arrivammo davanti alla pesante porta grigio scuro del suo appartamento e, con le sue mani nelle mie, ci guardammo come succede nei film, e lei mi disse
“ Uomocoibaffi … mi piace il tuo stile … “
e richiudemmo la porta alle nostre spalle.
 

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giovedì, 13 gennaio 2005
ma professore, lei ha detto "figa" durante un esame!

Buongiorno terrestri, come direbbe il nostro durissimo amico di falsocontatto.splinder.com

Oggi una ventata di aria vecchia con tanto di acari e odore di chiuso, infatti siccome siamo così avanti che quando alziamo lo sguardo ci vediamo il culo, e dato che non è un bel vedere, abbiamo ri-invitato sulle nostre pagine alcune nostre vecchie conoscenze:

Le encicliche di J.J. Capussone:

Dalla prima lettera di J.J. Capussone Apostolo al Cattivo Gusto:

Fratelli, la ricetta di oggi è: 

Linguine alla Limatura di ferro.


Ingredienti (per 4 persone):
-4 uova
-la macchinetta per fare le linguine
-farina a nastro del tipo 00
-panna da cucina
-un cinghiale da sgozzare
-un cubo di ferro
-un cubo di rubick
-6 lime con passi differenti
-paprika
-parmigiano
-sale e pepe

Prendete la macchinetta per fare le linguine, e fatele. Fatto? Prendete il cnghiale, e liberatelo nei boschi, che poverino è inutile che continuino ad ammazzarli per fare le pelliccie (e qui è doveroso salutare la mia amica Marina). Prendete il cubo di ferro e ricavatene della limatura di ferro. Ora, come facevamo io e il mio amico Bigazzi nel '64 alle ITI, prendete il cubo e scagliatelo contro il muro, per ricavarne i pezzettoni più grossi, sempre piacevoli in bocca, questi bei pezzettoni gustosi!

Il resto mettetelo in una morsa e cominciate a trapanarlo con la punta più grossa che avete in modo da ricavarne dei filettti che poi andremo a farcire con del caramello e delle ghiande, che solo ora mi accorgo che quel porcatroia di un cinghiale me le ha mangiate.

Cuocete la pasta e nel frattempo utilizzate tutte 6 le lime per:

-risolvere il cubo di Rubik

-Limare il Parmigiano

-Limarvi giù lo sporco dalle orecchie

-limare il rimanente del cubo di ferro

-limare le altre lime in modo da aggiungere quell'aroma di officina al vostro piatto

A cottura ultimata, passare in padella e aggiungere la panna che coagula il tutto con la limatura e le alre zozzerie che abbiamo elencato.

Servitelo a chi vi piace di più, leccandogli un orecchia, perché sarà l'ultima volta che lo farete.

Curiosità: in India lo chiamano "il piatto della morte".

L'anglofono

L'anglofono ha deciso di diventare un nostro più stretto collaboratore, in modo da far imparare a noi zotici italiofoni pizza, mafia e mandolino la splendida cultura d'oltremanica.

Alla festa di laurea:

" All together: doooooctor, doooctor, doctor of the hole of the ass. Go to to make in the ass, go to make in the ass."

In farmacia:

"Hi, mister farmamed, should I have a box of ziguli anti conceptional?"

Dall' ortolano:

"Hi, Mrs Bonanza, How long are those bananas? Humm, I know that you like bananas."

Saggezza popolare britannica:

"You can belive to the fox, you can belive to the tax, but you can't belive to the girl with a low chiaps"

I love you all, phisically

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martedì, 11 gennaio 2005
io so di sapere come gli Homo Sapiens

Salve appestati, anche quelli con la peste gialla.

Oggi parleremo di:

Una lista di cose che abbiamo trovato scritto sui muri dei cessi dell'Università di Trento (Dallas) (la più grande delle piccole universuità, ecco)

Fotti il potere

La felicità sta dentro un grande tubo

De Zan Culatòn

Pinongolo ruba le gomme

- Pinongolo + Plastificatore

+ tost che gnent

J. Zee O' Can

Usa scalda acqua solare

Pinongolo ama Bondi, e non quello del Cervia

Albano Omersessuale

- Birra + Vita

Fai il bucato di notte

Nakata adora le immagini QuickBird e Satana

Berlusconi 6 bono

+ Cabernet - male

W the O. C.

Bush bombarda to pare

Nakata mangia i bambini e beve vodka e paga in rubli e indossa i colbacchi

Legalize it

Quando lo spazio è un lusso occupare è un diritto

Carabinieri colloni

- auto + treno

Carlo vive

Porci fascisti

Le volgarità

Bobby

Androgino significa che sei in andropausa?

W polenta e skiz

Piemonte libero

Hurrà per Pinongolo e i figli della lupa

e adesso , a grande richiesta, un gradito ritorno nel nostro mondo.Tattadadaan tattattattadadadadadannn

I nuovi gusti del Magnum

Burro e Tavor

Limone e Jessica Rizzo

Plancton e Susine

Denti e Mangrovie

Salamandra e Basalto

Materia e Zabaione

Frutti esotici e Zingari Rom

Vaniglia e Caos

Sushi e Varechina

Menta e Frassino

Galattosio e Parassiti

Tegami e Beatificazione

Sassicaia e Sensodine

Boutny e Sessismo

Golosella e Baraccopoli

Caramello e Rotazione Triennale

Lingua di Bue e Turismo

Gabon e Sale Grosso

Pompelmo e Guglielmo Tell

Meringa e Vasellame

Misericordia e Buster Keaton

Siringhe e Calcolo Differenziale 1

Sugna e Karl Popper

Liquame e Servizietti

Diarrea e Pangea

Salatini e Gange

Nocciola e Ritz Saiwa

Menta e Sapone

Valvole e Scotch

Sambuca e Zozzerie

Gianduiotto e Fogliame

Tubi Innocenti e Breghe

Un grosso bacione e un salutone particolare al DJ a forma di palla da discoteca di superclassifica Show che adesso suona al Paradiso di Sedico (BL)

Uscito dalla superba mente di albapinongolo alle 13:41 | link | commenti (9) |

giovedì, 06 gennaio 2005
Romanzo di formazione - Cap 9

Capitolo 9 – Vacche frisone e brune alpine.

Giornata liscia e senza intoppi al lavoro, nonostante l’abuso latente di spriz della sera prima. Il piano smorza sbronza aveva funzionato bene, direi, anche questa volta. Se solo avessi avuto idea del fatto che sarebbe stato il mio ultimo giorno avrei speso più tempo per i sentimentalismi. Ma a quel punto le mie preoccupazioni ricadevano più che altro sull’appuntamento della sera. Non che avessi pensato tutto il giorno a quello, ma il lungo rapporto con Donna ed il matrimonio, avevano, per quanto poco, arrugginito le mie tecniche di seduzione.

Da ragazzo non ero niente male.

Dovetti ripassare, con l’aiuto del brioscina (ho detto aiuto?) tutti i fondamentali … io adoravo quel ragazzo, ma già sapevo che i suoi consigli non mi avrebbero giovato. Per esempio quando mi ha consigliato la tecnica dei regali utili, consigliandomi di sostituire i tradizionali fiori con dell’Asiago, non so perché, ma ho creduto che chiedere un consiglio ad un muretto costruito con pietrame e senza malta … ovvero a secco.

Beh, stavo per tentare il mio primo rapporto, mio dio, extraconiugale … perché con Donna la situazione era tutt’altro che chiarita. Anzi, probabilmente avrei potuto scoprirmi ricercato su chi l’ha visto , se solo io e il brioscina il martedì non fossimo sempre agli happy hour. Oppure qualcuno di Fiascano avrebbe potuto in questo modo riconoscermi, se solo il martedì sera a Fiascano ci fosse qualcuno che non è sbronzo.

Bella cittadina Fiascano!

Per altro capisco ora da dove arriva il nome.

L’appuntamento era da Graziano’s alle nove in punto, ma prima dovevo trovarmi alle sei e mezza con briosh e Milio al baretto del Vacca. Non stavo nella pelle, anche se non sapevo esattamente di cosa voleva parlarci il Milio. Cioè, in realtà l’avevo intuito … si trattava di quel viaggio in Sud America, con quella stana vaccata del gioco d’azzardo annessa. Non sospettavo questo, diciamo così, hobby di Milio. Non me lo vedevo attorno ad un tavolo verde guardando in cagnesco un Gringo ed estraendo una colt non appena qualcuno insinuasse che aveva barato! In particolar modo ricordandolo nei panni di una rock star che fingeva orgasmi femminili sul palco eseguendo la cover rock I Survive di Donna Summer, nudo completo con solo il pennellone ricoperto da un calzino a forma di involucro di Tronky.

Non sporca ma crocca.

Alle 6.25 ero davanti al bar del Vacca. Un bel localino, nonostante il nome infelice, dovuto al soprannome del proprietario, Glenn, detto il vacca, ma nessuno sa il perché. Era un locale di stile vagamente brit, con dei pannelli rossi in legno molto eleganti a fare da facciata esterna. Stranamente sobrio all’interno, pensando alle caricature dei locali inglesi che si trovavano disseminati in quella zona. A Milio piaceva perché gli ricordava Birminghamm, dove ha vissuto quando suonava con i Megawatt, ed anche per via della camerierina dai tratti esotici, tale May, mi pare. A me ed il briosh, che per inciso era in ritardo, piaceva perché una caraffa di spriz costava 5 euri. E dio solo sa quanto amavamo quel intruglio arancione.

Entrai dalla porta e subito il Vacca mi allunga una pacca sulla spalla.

<< Hello beloo, sprizzetto per gli amizi?>> mi disse sorridente come al solito.

<< Solo uno, Glenn, questa sera abbandono il briosh>>

<< Ah male, te me delude!>> fece Glenn, fingendosi dispiaciuto in modo provocatorio.

Era un gran simpaticone. Se al posto dello spriz ci fosse stata  birra doppio malto, se al posto del dialetto Veneto avesse parlato un bell’inglese e se fosse stato meno simpatico ed affabile, avresti detto che il vacca fosse irlandese, con i suoi capelli rossi ed il fare di uno che al mondo ha avuto a che fare solo con ubriaconi!

Vidi in fondo Milio, che mi fece un cenno sollevando un braccio dal tavolocompletamente ricoperto da una carta geografica. Avanzava solo un pezzo di tavolo per la sua birra.

<< Ah, eccoti qua.>> mi fece, << Prendi una sedia, dobbiamo parlare. >>

<< Dimmi tutto Milio, non aspettiamo il brioscina?>>

<< Ah, ho tutta la sera per spiegarglielo, e poi non vorrei farti fare tardi >>

<< Nessun problema>>

<< Bene , allora apri le orecchie: un viaggio, quello che aspettavo da tutta la vita, Sud America, niente cazzate, solo noi e la strada. Non una di quelle merdate alla andiamo a scoprire l’america o andiamo a fare gli easy rider a poi ci facciamo fare i pompini da due gemelle lesbiche dell’Alabama. No, no, no. Apparte le gemelle lesbiche, che potrebbero anche starci bene.>>

<< Capisco, vai avanti >> dissi, apettando che deglutisse il sorso di birra.

<< Capisci cosa ti sto proponendo? Rio de Janeiro, San Paulo, poi giù per la costa fino a Cape Horn, per poi risalire tutta la costa del Pacifico: Santiago, Valparaìso, Lima, Quito, Medellìn, fino a Caracas,  per poi finire al nostro punto d’arrivo, L’Havana. Cosa ne pensi? >>

<< Humm, audace … dimmi MIlio … non dobbiamo trasportare droga vero … ?>>

<< Che cazzo dici?>> disse vagamente irritato.

<<   No, no, niente… ma è perché poi devi fare il guerrigliero? No perché non vorrei finire fucilato o cose del genere. E poi sai che ho l’asma… e dobbiamo proprio passarci per la Blivia? >>

<< Davvero hai l’asma? Vabbè, lasciamo perdere. Si tratta di lasciare tutto… per te non è una novità giusto? Quindi non ti troverai in imbarazzo a rispondermi, diciamo, entro i prossimi 20 secondi.>>

<< Facciamo che è un si e che ne abbiamo risparmiati 19. >>

Milio si alzò sorridendo dalla sedia, come me, e scattò un abbraccio fraterno, mentre Milio mi fece <<Ma come ti è uscita una frase del genere?>>.

<<Senti >> gli dissi << hai intenzione di dirlo anche al brioscina? So che lo trovi stupido ed infantile, ma mi spiacerebbe liberarmene.>>

<< In realtà il viaggio l’avevo progettato per due, ma gli autori trovano che il brioscina faccia troppo ridere per liberarsene e dovrebbero inventare un altro personaggio buffo. E siccome sono dei gran fancazzisti, li ho conosciuti all’Heineken Jammin’ Festival e posso dirlo, gli eviterei questo scazzo.>>

Proprio in quel momento entrò il briosh che si avvicinò e mi fece << La solita caraffa Newman?>> appoggiando la giacca sull’attaccapanni.

<< No, oggi no, ho altri progetti, sai … zin, zin.>> gli dissi strizzando l’occhio.

<< Ah, questa sera bum bum per Newman Boy! >> disse mimando l’atto sessuale contro una colonna.

Mentre bevevo il mio spriz il Milio disse a briosh

<< Brioscina, brioscina … devo farti un discorso, ma sapendo della tua scarsa capacità di attenzione andrò al sodo, innanzitutto …>>

<< Hei, hei, hei Heinstain, frena ... che cazzo hai detto? Che la May ha il culo sodo? E si lo vedo anch’ io>> e continuò a darci dentro con la colonna.

<< Ah, basta: un viaggio, ci stai? Rio, San Paulo, Santiago, Quito, Lima … Sud America insomma>>

<< No, non li conosco, ammeno che non si siano presentati quand’ero ciucco! Sai una volta al supermercato quello al banco dei salumi mi fa “Hei brioscina ti ricordi? Ieri sera ci provavi con mia sorella…” ma io mica mi ricordavo e poi …>>

<< Cazzo briosch, si o no!!!>> urlò Milio stizzito << Ce la fai a rispondermi entro le prossime 20 ore?>>

<< Eh?>>

<< Facciamo che vieni lo stesso e risparmiamo le prossime 19 ore di capocciate contro un muretto a secco.>> disse Milio sconsolato abbandonando le braccia sulla sedia, mentre il brioscina esclamò << Capocciate? Facciamo la gara delle capocciate?>>.

Nel frattempo esaurii il mio spriz, mi infilai la giacca e, salutando i ragazzi ed il vacca, uscii dal locale per andare all’appuntamento, da Graziano’s, il ristorantino panoramico in corso Ferrazza. .

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